Degli ammaestramenti di letteratura, Zväzok 2

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Felice le Monnier, 1857
 

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Strana 163 - Del bello ovile ov'io dormii agnello Nimico ai lupi che gli danno guerra; Con altra voce ornai, con altro vello Ritornerò poeta, ed in sul fonte Del mio battesmo prenderò il cappello...
Strana 104 - Voi conoscete, e ciò ch' ad essa è buono. Ed ella a me : Da tema e da vergogna Voglio che tu omai ti disviluppe, Sì che non parli più corri' uom che sogna. Sappi che il vaso che il serpente ruppe, Fu, e non è ; ma chi n' ha colpa, creda Che vendetta di Dio non teme suppe.
Strana 236 - Or ti piaccia gradir la sua venuta : Libertà va cercando ch' è sì cara, Come sa chi per lei vita rifiuta. Tu 1 sai che non ti fu per lei amara In Utica la morte, ove lasciasti La veste ch
Strana 236 - Vidi presso di me un veglio solo Degno di tanta reverenza in vista , Che più non dee a padre alcun figliuolo. Lunga la barba e di pel bianco mista Portava a' suoi capegli simigliante De' quai cadeva al petto doppia lista.
Strana 510 - Noi leggevamo un giorno per diletto Di Lancillotto, come amor lo strinse; Soli eravamo e senza alcun sospetto. Per più fiate gli occhi ci sospinse Quella lettura, e scolorocci '1 viso; Ma solo un punto fu quel che ci vinse. Quando leggemmo il disiato riso Esser baciato da cotanto amante, Questi, che mai da me non fia diviso, La bocca mi baciò tutto tremante: Galeotto fu il libro e chi lo scrisse; Quel giorno più non vi leggemmo avante.
Strana 532 - Lume è lassù, che visibile face Lo Creatore a quella creatura, Che solo in lui vedere ha la sua pace; E si distende in circular figura In tanto, che la sua circonferenza Sarebbe al sol troppo larga cintura.
Strana 486 - Fertile costa d' alto monte pende , Onde Perugia sente freddo e caldo Da porta sole, e dirietro le piange Per greve giogo Nocera con Gualdo '. Di quella costa , là dov' ella frange Più sua rattezza, nacque al mondo un sole Come fa questo tal volta di Gange. Però chi d' esso loco fa parole Non dica Ascesi, che direbbe corto'', Ma oriente se proprio dir vuole.
Strana 509 - Poi che hai pietà del nostro mal perverso. Di quel che udire e che parlar ti piace, Noi udiremo e parleremo a vui, Mentre che il vento, come fa, si tace. Siede la terra dove nata fui, Su la marina dove il Po discende Per aver pace co
Strana 148 - Donna m' apparve, sotto verde manto, Vestita di color di fiamma viva E lo spirito mio, che già cotanto Tempo era stato che alla sua presenza Non era di stupor, tremando, affranto, Senza degli occhi aver più conoscenza, Per occulta virtù che da lei mosse, D...

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