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FILICALA.

ALL' ITALIA.

Son. i.

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ITALIA, Italia, o tu cui feo la sorte

Dono infelice di bellezza, ond hai
Funesta dote d'infiniti guai

Che in fronte scritti per gran doglia porte;
Deh fossi tu men bella, o almen più forte,

Onde assai più ti paventasse, o assai
T'amasse men chi del tuo bello ai rai

Par che si strugga, e pur ti sfida a morte !
Che or giù dall’Alpi non vedrei torrenti

Scender d'armati, nè di sangue tinta

Bever l'onda del Po gallici armenti;
Ne te vedrei, del non tuo ferro cinta,

Pugnar col braccio di straniere genti,
Per servir sempre o vincitrice o vinta.

e

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FILICAIA.

SONNETS TO ITALY.

Son. i.

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ITALIA! oh, Italia! thou on whom
The fatal gift of beauty brings e’en now
The dow'r of anguish, which thy constant doom
Hath grav’n for ages on thy furrow'd brow!
Wert thou less fair, or more renown'd in arms !
That they might love thee less, or fear thee more,
Who, basking in the sunshine of thy charms,
Yet on thy beauties war and rapine pour.
Then should not I behold the war-cloud burst
Down from the Alps; nor France's legions bending 10
In the Po’s bloodstain'd waves to quench their thirst;
Nor thee, on valour not thine own depending,

With foreign friends from foreign foes to save,
Conqu’ring or conquer'd, still alike a hopeless slave!

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Son. ii.

il vero,

5

Dov'è, Italia, il tuo braccio ? e a che ti servi

Tu dell'altrui ? non è, s' io scorgo
Di chi t' offende il difensor men fero :

Ambo nemici sono, ambo fur servi.
Così dunque l'onor, così conservi

ľ
Gli avanzi tu del gloríoso impero ?
Così al valor, cosi al valor primiero

Che a te fede giurò, la fede osservi ?
Or va’; repudia il valor prisco, e sposa

L'ozio; e fra il sangue, i gemiti e le strida,

Nel periglio maggior dormi e riposa :
Dormi, adultera vil, fin che omicida

Spada ultrice ti svegli, e sonnacchiosa
E nuda in braccio al tuo fedel t'uccida.

a

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Son. ïi.

WHERE is thine arm, Italia ? why employ
A stranger's hand to guard thee? he who saves

not less fierce than they who now destroy :
Both are thy foes, and both were once thy slaves.
Presery'st thou thus thine honour ? dar'st thou show 5
Such mem’ry of thy once all-glorious reign ?
To Valour, ancient Valour, keep'st thou so
The plighted faith he swore to thee again?
Go, then! divorce thy wedded lord ! espouse
Foul, helpless Sloth! sleep on, ’mid cries abhorr'd, 10
And groans, and murder, mindless of thy vows !
Sleep, vile adult’ress, till th’avenging sword

Find thee a naked, slumb’ring, guilty prey,
Ev'n in thy leman's arms, and wake thee but to slay!

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Son. iii.

e

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Vanno a un termine sol con passi eguali

Del verno, Italia, e di tua vita l'ore;
Nè ancor sai quante di sua man lavore

A tuo danno il destin saette e strali.
Ma qual per sotterranei canali

Scorre 'l Nilo, e improvviso esce poi fuore;
Tai, schiuso il fonte del natio furore,

Tutte in te sboccheran l'acque dei mali :
E vedrai tosto in sì turbata e fiera

Onda naufraghe andar tema gelosa,

Prudenza inerme, e vanitate altera :
Vedrai che imperio disunito posa

Sempre in falso; e che parte indarno spera
Salvar, chi tutto di salvar non osa.

e

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