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PERFETTA POESIA

ITALIANA

LIBRO TERZO

CAPITOLO I.

Utile e diletto si debbono arrecar dalla poe

sia. Talor basta il diletto, ma il diletto , sano. Utile necessario ne'grandi poemi. Come s'abbia a lavorare la nobile e perfetta poesia. Omero ed altri in ciò ripresi.

Io mi son posto alle volte , o illustrissimo ed eccellentissimo signor marchese Alessandro Botta Adorno, a considerar fra me stesso da qual fonte proceda e la gentilezza de' costumi e la soavità del conversare e la vivacità de'ragionamenti, che in voi oltre a molte altre invidiabili doti s'ammirano, e con cui fate che il nome vostro sia conosciuto da tanti, e che chiunque vi conosce ancor vi riverisca ed ami. Certamente, nol niego, il nobilissimo vostro

legnaggio può avervi fornito di un sì riguardevole corteggio di pregi. In voi coi semi della vita saranno passati i semi di quelle rare virtù per

cui ne' secoli addietro tanti vostri antenati ora prudenti dogi, ora prodi guerrieri , ora famosi letterati, o nel governo della Repubblica Genovese, o nella difesa dello Stato di Milano sotto i primi suoi duchi o sotto i Re delle Spagne, giunsero a formare una delle più maestose e gloriose piante d'Italia , di cui voi siete ora un così degno germoglio. Ma tuttochè io veneri voi per lo splendore de' vostri natali, pure perdonatemi se più volentieri da un'altra cagione che da questa io vo'credere originato lo splendore delle vostre amabili maniere di vivere. Non a un dono della fortuna, che iale appunto è il nascere di sangue nobile, e molto più l'ereditar col sangue l'indole generosa de'maggiori, ma all'industria e cura di voi medesimo, cioè ad un proprio merito vostro mi giova attribuire quella dolce concordia di belle opere e di parole con cui legate a voi gli animi altrui.

Le belle lettere , che non per altro furono chiamate umane, se non perchè inspirano l'umanità e la gentilezza in chi le apprende e coltiva, quelle furono che, apprese e coltivate da voi, principalmente vi dettarono e vi dettano i più fini assiomi dell'arte di farsi amare. Ove queste non avessero dirozzato e ingentilito l' animo vostro, e levalazli la naturale salvatichezza a tutti comune, chi sa che ancor voi non foste incorso nella disavventura de' buoni terreni, i quali benchè privilegiati dalla natura, se non sono dall'arte ammaestrati, e di nobile semenza

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provveduti, solamente producono o ignobili erbe, o vilissimi bronchi? Nelle civili conversazioni e nel commercio del mondo chi porta costumi aspri e dispiacevoli, nè sa condire con qualche buon sapore i ragionamenti suoi, costui, anche non volendo, confessa che i paesi delle Muse non sono a lui meno incogniti che quei della vastissima Tartaria. Aggiugnete ora voi questa, poco bensì osservata , ma pure tanto preziosa utilità alle altre che in voi ridondano dallo studio delle lettere amene. Poi lasciatemi conchiudere che queste non hanno avuta poca parte nel farvi compiuto cavaliere, e nel perfezionare in voi laurea lega di tutte quelle illustri virtù per cui la vostra nobiltà, si distinta per sè stessa da tante altre, può ora gareggiar colle prime. Ma dappoichè abbiamo lievemente accennata una delle utilità rimote che si traggono da sì fatti studi, tempo è che voi meco passiate a rimirarne dell'altre che sono più proprie ed essenziali all'arte de'poeti, anzi una delle cagioni finali della miglior poesia.

Imperocchè i ragionamenti miei altro fin qui non hanno inteso che di scoprir le virtù e i vizi della poesia , considerandola in sè stessa , e come arte fabbricante, intenta ad apportar diletto. Il che facendo io, mi sono studiato di condurre i lettori a comprendere in parte qual sia l'interna ed immediata perfezion di quest'arte. Ora è necessario considerarla come parte della filosofia morale e della politica , cioè come arte che dee parimente esser utile e indirizzata al bene della repubblica. Sotto la qual considerazione più volentieri da alcuni

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