Opere di Vincenzo Monti ...: Poesie varie

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Presso G. Resnati, 1839
 

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Strana 270 - RT adagiava tranquillo in su l'erbetta, Che lunga e folta mi sorgea dintorno, E tutto quasi mi copriva; ed ora Supino mi giacca, fosche mirando Pender le selve dall'opposta balza, E fumar le colline, e tutta in faccia Di sparsi armenti biancheggiar la rupe : Or rivolto col fianco al ruscelletto...
Strana 280 - Alta è la notte, ed in profonda calma dorme il mondo sepolto, e in un con esso par la procella del mio cor sopita. Io balzo fuori delle piume, e guardo...
Strana 294 - I lieti allori dell'Aonie rive In funebri cipressi, in pianto il riso ; E il tetro solo, il solo tetro è bello. E tu fra tanta, ohimè! strage di numi E tanta morte d'ogni allegra idea, Tu del Ligure Olimpo astro diletto, Antonietta, a cantar nozze m'inviti? E vuoi che al figlio tuo, fior de' garzoni, Di rose còlte in Elicona io sparga II talamo beato?
Strana 245 - Ahi, serva Italia, di dolore ostello, Nave senza nocchiero, in gran tempesta, Non donna di provincie, ma bordello!
Strana 278 - Io ne' tuoi sguardi , e tu ne' miei felice , Come di schietto rivo onda soave Scorrer gli anni vedremmo', e fonte in noi Di perenne gioir fora la vita.
Strana 294 - Audace scuola boreal, dannando Tutti a morte gli Dei , che di leggiadre Fantasie già fiorir le carte argive E le latine , di spaventi ha pieno Delle Muse il bel regno. Arco e faretra Toglie ad Amore, ad Imeneo la face, II cinto a Citerea. Le Grazie anch'esse. Senza il cui riso nulla cosa è bella , Anco le Grazie al tribunal citate De" novelli maestri alto seduti Cesser proscritte e fuggitive il campo Ai Lemuri e alle streghe.
Strana 298 - A te la scuola, e ti consente poi Libera entrar d'Apelle e di Lisippo Nell'officina? Non è forse ingiusto Proponimento, all'arte, che sovrana Con eletto parlar sculpe e colora. Negar lo dritto delle sue sorelle? Dunque di Psiche la beltade, o quella Che mise...
Strana 25 - Ma un' imago di te vegg' io più viva , E la veggo sol io; quella che in seno Al tuo tenero padre Amor scolpiva.
Strana 15 - L'albero ascese il venditor di Cristo : Strinse il laccio , e col corpo abbandonalo Dall' irto ramo penzolar fu visto. Cigolava lo spirito serrato Dentro la strozza in suon rabbioso e tristo, E Gesù bestemmiava, e il suo peccato Ch' empica 1
Strana 185 - Ma datti pace, e il core Ad un pensier solleva Di me più degno, e della forte insieme Anima tua. La stella Del viver mio s'appressa Al suo tramonto, ma sperar ti giovi Che tutto io non morrò: pensa che un nome Non oscuro io ti lascio; e tal che un giorno Fra le italiche Donne Ti fia bel vanto il dire: Io fui l'amore Del cantor di Bassville, Del cantor che di care itale note Vesti l'ira d'Achille. Soave rimembranza ancor ti fìa, Che ogni spirto gentile A...

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