Collezione di monografie illustrate: serie Ia-Italia artistica, Zväzok 52

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Istituto italiano d'arti grafiche, 1909
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Strana 69 - Così, dell'uomo ignara e dell'etadi Ch'ei chiama antiche, e del seguir che fanno Dopo gli avi i nepoti, Sta natura ognor verde, anzi procede Per sì lungo cammino, Che sembra star. Caggiono i regni intanto, Passan genti e linguaggi: ella noi vede: E l'uom d'eternità s'arroga il vanto.
Strana 78 - Linquenda tellus et domus et placens Uxor, neque harum, quas colis, arborum Te praeter invisas cupressos Ulla brevem dominum sequetur.
Strana 132 - Odorata ginestra, Contenta dei deserti. Anco ti vidi De' tuoi steli abbellir l'erme contrade Che cingon la cittade La qual fu donna de' mortali un tempo, E del perduto impero Par che col grave e taciturno aspetto Faccian fede e ricordo al passeggero. Or ti riveggo in questo suoi, di tristi Lochi e dal mondo abbandonati amante, E d'afflitte fortune ognor compagna.
Strana 31 - ... cor non si spaura. E come il vento odo stormir tra queste piante, io quello infinito silenzio a questa voce vo comparando: e mi sovvien l'eterno, e le morte stagioni, e la presente e viva, e il suon di lei. Così tra questa immensità s'annega il pensier mio: e il naufragar m'è dolce in questo mare.
Strana 71 - Babylonios Temptaris numeros. Ut melius quidquid erit pati, Seu plures hiemes seu tribuit luppiter ultimam, Quae nunc oppositis debilitat pumicibus mare Í Tyrrhenum : sapias, vina liques, et spatio brevi Spem longam reseces. Dum loquimur, fugerit invida Aetas : carpe diem, quam minimum credula postero.
Strana 155 - Dispera L'ultima volta. Al gener nostro il fato Non donò che il morire. Omai disprezza Te, la natura, il brutto 1 5 Poter che, ascoso, a comun danno impera, E l'infinita vanità del tutto.
Strana 116 - Spelunca alta fuit vastoque immanis hiatu, Scrupea, tuta lacu nigro nemorumque tenebris, Quam super haud ullae poterant impune volantes Tendere iter pennis : talis sese halitus atris 240 Faucibus effundens supera ad convexa ferebat ; [Unde locum Graii dixerunt nomine Aornon...
Strana 116 - His actis propere exsequitur praecepta Sibyllae. Spelunca alta fuit vastoque immanis hiatu, scrupea, tuta lacu nigro nemorumque tenebris, quam super haud ullae poterant impune volantes tendere iter pinnis; talis sese halitus atris 240 faucibus effundens supera ad convexa ferebat, unde locum Grai dixerunt nomine Aornon.
Strana 52 - Ma questa popolazione spesso ha prove funeste della possanza del sotterraneo te a u fuoco, che ribolle a poca profondità sotto i suoi piedi e che spesso erompe all'esterno, uccidendo e devastando nel primo momento, ma portando anche nuovi materiali per lo sviluppo della vita futura. Della potenza del fuoco...
Strana 16 - L'alto eremo, in cui i Camaldolesi hanno cercato il distacco dal mondo, sta come sul ponte d'immensa, fantastica nave, che si protende sui Campi Flegrei con una punta a guisa di altissima prua, a cui fa da murata un gruppo di annose ilici nere. Seduti su quell'alta prua si può tra i tronchi degli...

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